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Un modello  “RE-START-UP ITALIA” potrà essere realizzato segmentando tre tipologie di piccole e medie imprese in 

  1. PMI poco profittevoli, che in questo periodo non avranno speranza di ripartire se non cambiano tempestivamente e radicalmente assetto societario o con nuove strategie di marketing; se così non fosse dovremo accompagnarle nell’uscita dal mercato.
  2. PMI già di successo, presenti in settori che hanno sofferto solo marginalmente della crisi attuale e che avranno solo necessità di essere accompagnate nel consolidamento e nella crescita;
  3. PMI con potenziale inespresso, che generano da tempo ottimo valor aggiunto ma faticano ad espandersi, causa la loro piccola dimensione e la loro limitata forza economica e finanziaria;

IL NUOVO ORRIZZONTE TEMPORALE PER LE PMI:

L’URGENZA : Febbraio—maggio 2020      LA RIPARTENZA: …maggio settembre …2020..

L’INDISPENSABILE TEMPESTIVITA’ ed ESSENZIALITA’ DELLE DECISIONI  

COSA DOVETE FARE  ?

 

👉 Elaborate tempestivamente un piano economico-finanziario a medio termine, snello e prudenziale, che sia condiviso con ogni funzione aziendale e che preveda diversi scenari di riduzione del fatturato; risulta necessario ripensare ad un piano economico e finanziario che consideri le limitate risorse finanziarie, la prevedibile evoluzione del mercato, tutte le possibili sospensioni delle scadenze fiscali e dei finanziamenti, con i prevedibili rimborsi e recuperi di liquidità ed efficienza.

👉 Azionate immediatamente tutte le opportunità di moratorie e/o di rinegoziazione del debito, monitorando i flussi tempestivamente; abbiate una atteggiamento “attivo” verso i gestori delle banche, alimentate la Vostra relazione fiduciaria, in particolare con le banche che hanno manifestato più inerzia; presentate piani realizzabili alle banche, che rappresentino la Vostra reale capacità di rimborso; tema fondamentale sarà per Voi attivare un attento controllo di gestione dei flussi finanziari, sia aziendali che famigliari. E’ essenziale monitorare il cash-flow e i flussi di tesoreria settimanalmente: è uno  strumento indispensabile, da aggiornare e da gestire per la ripartenza, anche in quelle realtà che apparentemente non soffriranno di problemi di liquidità. Attrezzatevi con piani finanziari mobili,  perché non si può prevedere che non si possa verificare una ricaduta (una seconda ondata coronavirus sarebbe drammatica), e non è detto che i problemi dell’ambiente economico-finanziario circostante all’azienda non tendano a peggiorare…. la situazione anche di un’azienda in buone condizioni finanziarie va tenuta costantemente sotto controllo, almeno nei prossimi 6-12 mesi

👉 Attivatevi immediatamente per reperire nuove fonti finanziarie, garantendo il Vostro patrimonio personale:

  1. canalizzate le nuove risorse garantite dal governo tramite MCC e CDP;
  2. utilizzate strumenti innovativi quali quelli messi a disposizione dal #fintech;
  3. crescete la dimensione della Vostra impresa o potenziatevi trovando nuovi soci finanziatori, aderendo a reti d’impresa o consorzi di filiera o gruppi d’acquisto;

👉 Massimizzate e proteggete le fonti finanziarie derivanti dal capitale circolante: i rapporti con i clienti e fornitori devono ora essere curati direttamente dalla direzione aziendale, basandosi su attività di “ri-fidelizzazione”; attivate contatti  rassicuranti con i fornitori strategici, definendo con loro un fatturato prospettico e modalità di pagamento ragionevoli per entrambe le parti, eventualmente anche con rateizzazioni, con l’obiettivo di tutelare il mantenimento della filiera;

allo stesso tempo offrite alla clientela ogni servizio utile aggiuntivo in cambio di incassi puntuali: si dovrà dedicare però la massima cura all’analisi del rischio-cliente, vendendo solo nei limiti dell’esposizione concessa o plafond assicurato,  valutando in maniera imparziale le posizioni dei crediti “incagliati” su cui fare azioni attive di recupero o da cedere eventualmente, senza indugio, pro-soluto, a società finanziarie specializzate; per la gestione delle scorte di magazzino prevedete politiche promozionali ed incentivazioni dirette alla clientela o al trade (rivedere i prodotti fermi da tempo o a lento movimento, con apposite azioni di liquidazione).

Censite attentamente i Vostri fornitori in diverse categorie, in funzione della loro predisposizione ad interrompere i flussi di fornitura. La politica dei magazzini al minimo, per non avere giacenze elevate e flussi bloccati, in passato ha favorito i magazzini vuoti. In un’ottica di possibile ulteriore ricaduta nei prossimi mesi, pensare, per alcune tipologie di aziende, di avere un magazzino superiore a quello che erano abituate ad avere (con ricadute sulla finanza ovviamente) potrebbe però garantire l’operatività. Dev’essere vista come una manovra per i prossimi 12 mesi.

👉 Focalizzatevi sul margine di contribuzione e puntate sui prodotti/servizi più redditizi, sui settori merceologici ed i mercati in crescita , sui clienti potenzialmente meno rischiosi e più profittevoli, limitando possibilmente i costi fissi commerciali di intermediazione ma incentivando i rapporti “smart working” diretti, anche tramite “app”; attribuite ai clienti  “premi per obiettivi” dedicati al cambiamento: dato che la liquidità diventa la priorità, è essenziale che l’impresa valuti attentamente il proprio “business model” (Vendere a Chi? A quale costo minimo? Che cosa? Dove? Con Quali Mezzi Logistici? Attraverso quale “Trade”? Con quale sistema distributivo? E’ indispensabile ripensare alle proprie strategie e politiche di marketing.

👉 Fate un piano rigoroso di analisi per la riduzione dei costi generali e di recupero della produttività perduta (ci sono sempre sacche di spreco in azienda); visto il calo tendenziale dei costi del petrolio si dovrà, prima di tutto, sfruttate tutte le possibilità di risparmio nelle utenze energetiche (energia elettrica e termica, gas, acqua), nei costi delle infrastrutture tecnologiche e software, della logistica e dei trasporti; valutate attentamente i costi derivanti da frenate o picchi di lavoro; ridefinite l’organizzazione interna, che dovrà essere semplificata e  basata su nuove scale di responsabilità ed obiettivi per gruppo di lavoro; per ottenere maggiori economie di scala, non disdegnate piccoli investimenti comuni con altre imprese…otterrete maggiore efficienza.

Mettete sotto osservazione, se non ridisegnate, la catena distributiva delle merci/prodotti, sia in entrata che in uscita. L’emergenza che stiamo subendo darà un impulso al cambiamento, che sia la consegna a domicilio piuttosto che altre soluzioni…

👉 Non rinunciate mai a riservare una piccola disponibilità finanziaria agli interventi di ricerca e sviluppo ed all’innovazione dei processi, oltre a quelli legati ad assicurare la qualità della filiera; dedicate una porzione del vostro tempo a tali attività, ri-coinvolgete come consiglieri i collaboratori con maggiore anzianità aziendale ed esperienza del mercato (conoscono le strade più brevi), distogliendoli dalle responsabilità operative di tutti i giorni (in questo clima non sarebbero di aiuto perché hanno già fatto il loro tempo);  riscoprite il know-how suggerito da un vecchio prodotto, di una procedura semplice ma meno costosa, ricontattate personalmente i fornitori che assicurino maggior e miglior servizio, valorizzare le attitudini innovative dei più giovani, che possono far ottenere risultati insperati…; valorizzate partnership con centri di formazione  e istituti di ricerca.

👉 Efficientate il sistema tecnologico informatico e cercate di razionalizzare le informazioni, rendendole interattive, condividete in rete tra i vostri collaboratori interni ed esterni, siate proattivi (pronti, in modo da favorire le decisioni tempestive dell’imprenditore),  imparate ad utilizzare autonomamente i dati aziendali senza dipendere dall’esterno, adottate, quanto più possibile, sistemi dinamici di analisi dei dati, anche non aziendali, colmate le lacune culturali, evidenziate gli errori, frutto di contraddizioni e conflitti in azienda,  accompagnando la Vostra “forza lavoro” al cambiamento, istituite corsi di formazione specifici, eventualmente con attività di coaching. Risulta utilissimo sostenere gli imprenditori ed i loro dipendenti, tramite “webinar” organizzati con esperti in psicologia del lavoro, con interventi focalizzati sulla resilienza, finalizzati a gestire la meglio la situazione critica e progettare il cambiamento: Il beneficio che se ne ricava è un indubbio supporto psico-fisico, in quanto vengono fornite anche indicazioni pratiche sullo stile di vita personale.

Quanto è stato velocemente imposto dal Coronavirus19 in termini di lavoro in remoto, dovrà essere valutato sia per le situazioni normali che per quelle straordinarie, in maniera tale da avere un piano d’azione da mettere in atto in caso di un futuro nuovo stop.

👉 Azionate immediatamente tutti gli aiuti in termini di ammortizzatori sociali disponibili ma fidelizzate la forza lavoro: la difesa della liquidità ci impone di attivare ogni possibilità di sospendere, per un congruo periodo, i più gravosi costi del personale, non attualmente strategici. Considerate però ogni  leva che serva a mantenere motivato il personale e quindi implementare un clima positivo: la cassa integrazione impiegherà ad arrivare e questo potrà essere devastante se il personale non sarà sostenuto dalle imprese.

Nel frattempo dedicatevi anche a garantire la messa in sicurezza dei lavoratori, la revisione dell’organizzazione del lavoro,  favorendo la valorizzazione dei talenti,  con la formazione avanzata e le politiche attive; affrontate per tempo il passaggio generazionale, accelerando le esperienze dirette dei “giovani di famiglia” e la formazione alla leadership o al controllo direzionale della gestione.

👉 Verificate di aver messo in atto tutte le procedure per la tutela del patrimonio aziendale, essenziali per garantire la continuità dell‘impresa,  ma soprattutto la salvaguardia del patrimonio  famigliare dell’imprenditore, garantendo l’eventuale passaggio generazionale; solo se nell’attivo fisso ci sono beni non necessari per l’impresa, ed utili a generare cassa straordinaria, valutate la possibilità della loro cessione o eventuali cessioni di ramo d’azienda; preservate sempre il patrimonio aziendale da contenziosi “senza fine” ed impraticabili, definendo ogni contenzioso, già in partenza, con soluzioni privatistiche; trovate soluzioni realizzabili in ambito societario per far ripartire la Vostra impresa, senza ricorrere alle procedure della crisi. Si deve evitare che le imprese più promettenti e dinamiche si trovino in trappola, con debiti contratti in un mercato bloccato: ad esempio le start-up e le imprese familiari promettenti, ora in difficoltà,  vanno protette  dalle acquisizioni speculative e senza scrupoli.

Valutate attentamente il rischio da inasprimenti fiscali e/o future imposizioni sul patrimonio, affidatevi ad una “task force” indipendente, che saprà assistervi  congiuntamente in materia fiscale, legale e finanziaria, nella pianificazione patrimoniale e successoria: sarà opportuno rivalutare anche formule come il Trust ed il Fondo Patrimoniale.

I prossimi mesi di riapertura andrebbero affrontati, prudenzialmente, come se si fosse certi di incorrere in una nuova emergenza di ritorno,  valutando cosa potrebbe voler dire per l’azienda e la proprietà (la aziende locali sono spesso un tutt’uno con la famiglia proprietaria) dover ricadere in queste difficoltà, sia per la sopravvenienza dell’azienda, sia per la salvaguardia della famiglia.

👉 Utilizzate tutti gli strumenti disponibili di finanza agevolata, sia in campo nazionale che comunitario; vi sono sistemi di agevolazione automatici che assicurano con certezza l’immediato recupero finanziario, senza attendere giudizi di congruità e tempi lunghissimi di approvazione o piani di riparto, sfruttate tutti gli incentivi per soddisfare ogni necessità di cambiamento, anche per utilizzare i fondi legati per la formazione ed alla motivazione del personale.

L’emergenza che stiamo vivendo è possibile possa favorire il processo di “Reshoring”, ovvero il ritorno a casa di aziende che prima delocalizzavano all’estero, con la possibilità che ci siano opportunità interessanti per ripotenziare le imprese, che in passato erano state delocalizzate.

UN’ ULTIMA OSSERVAZIONE, LA FORMULA DI  “INFORMA PMI”:

Cosi come nel mese di febbraio, marzo e aprile 2020 tutto il personale sanitario si è mosso e sta intervenendo con abnegazione e dedizione a salvare vite umane, noi professionisti saremo chiamati a salvare le medie, piccole e microimprese, tessuto fondamentale della nostra economia,  dal decadimento e dalla speculazione.

Osservo che ancora sono presenti figure di consulenti ormai sopite,  dotate di strutture costose e poco produttive,  oppure talmente piccole da garantire appena il rispetto scadenze.

Ora è invece il tempo di un supporto snello, multidisciplinare,  tempestivo e competente, dove il rapporto fiduciario e integrato, a fianco dell’imprenditore e della sua famiglia, assume un carattere decisivo. 

Finanza In forma Pmi
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