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Secondo quanto riportato dal MISE, il Piano Transizione 4.0 è il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano.

Si tratta di un investimento corposo: circa 24 miliardi di euro, che si pone due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati e offrire certezze e stabilità alle imprese, con norme in vigore fino a giungo 2023.

Il Piano Transizione 4.0 prevede per 2 anni i nuovi crediti di imposta e conferma la possibilità alle aziende di beneficiare, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31 dicembre 2022, del credito con solo versamento di un acconto del 20% dell’importo, a cui fa seguito la consegna dei beni nei sei mesi successivi, quindi entro il mese di giugno 2023.

Il piano comprende quindi l’anticipazione e la riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno, maggiorazioni dei tetti e delle aliquote per beni materiali e immateriali, nonché una maggiorazione dei tetti e delle aliquote per beni materiali e immateriali 4.0.

Importanti le misure a sostegno della ricerca e dello sviluppo, innovazione, design e green, nonché l’estensione del credito formazione 4.0, ovvero l’estensione del credito di imposta per le spese che l’azienda sostiene in sede di formazione dei dipendenti e degli imprenditori.

Sommario

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Piano Transizione 4.0: la direzione delle imprese di oggi

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Recupero dei costi nel Piano Transizione: si amplia il ventaglio delle attività ammissibili

Piano Transizione 4.0: la direzione delle imprese di oggi

Disegno uomo scrivania razzo - Piano transizione 4.0

La Legge di Bilancio 2021 ha fortemente evidenziato quale direzione debbano prendere le imprese di oggi: quella della transizione digitale 4.0.

Senza aggrapparsi a bandi offerenti fondi limitati o addirittura procedure a click day ma attraverso incentivi automatici: i crediti di imposta e finanziamenti a tasso zero.

L’evoluzione di un’azienda deve passare attraverso una trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Da qui l’incentivo ad innovare per costruire un’impresa moderna 4.0: il credito di imposta beni strumentali. Per i beni strumentali materiali 4.0 è previsto un recupero fino al 50% del costo sostenuto, 20% nel caso di beni strumentali immateriali.

Non a caso l’analisi dei dati, interfaccia uomo macchina, cyber security, integrazione digitalizzazione dei processi aziendali, sono alcune delle tematiche ammesse dal credito d’imposta formazione 4.0 che riconosce un credito fino al 60% delle spese sostenute per la formazione del personale, sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

Personale centrale nell’attività innovativa non solo da un punto di vista formativo ma anche competitivo, costituendo la spesa maggiormente ammissibile alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design.

 

Recupero dei costi nel Piano Transizione: si amplia il ventaglio delle attività ammissibili

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Diversi sono i progetti di ricerca che rientrano nelle politiche di incentivazione parte del Piano Transizione 4.0 e diverse sono le percentuali di recupero dei costi sostenuti, ridotte rispetto alla precedente normativa ma con un ventaglio di attività ammissibili notevolmente più ampio.

Nello specifico: 20% per la ricerca e sviluppo, 10% per l’innovazione tecnologica di prodotti o processi, 15% per progetti di innovazione digitale, 10% per innovazione green, 10% design e ideazione estetica.

Gli investimenti trovano anche copertura finanziaria grazie alla Legge Sabatini, che permette alle imprese di facilitare l’accesso al credito agevolato per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Diversi sono dunque gli strumenti messi in campo per favorire il progresso tecnologico e digitale delle imprese.

InformaPMI ha tutte le figure chiave per accompagnare le aziende in questo importante e delicato processo di crescita.

Non tenere conto delle opportunità agevolative attualmente attive significherebbe rinunciare a strumenti finanziari più competitivi per la crescita e lo sviluppo dell’attività economica aziendale.

 

Per maggiori informazioni sulle possibilità previste dal Piano Transizione 4.0 e sulle soluzioni di finanza agevolata, scrivi una mail a d.merlo@informapmi.it

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