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Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

L’articolo 1, commi da 1051 a 1063, legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha riformulato la disciplina del credito di imposta per gli inve­stimenti in beni strumentali nuovi, materiali ed immateriali.

La novità più importante riguarda la sosti­tuzione della precedente disciplina del super-ammortamento e dell’iper-ammorta­mento (maggiorazione del costo rilevante agli effetti delle quote di ammortamento deducibi­li dal reddito) con il credito d’imposta.

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato indipenden­temente dalla forma giuridica, dalla dimen­sione e dal regime fiscale di determinazione del reddito, che effettuano investimenti in beni destinati a strutture produttive ubicate in Italia.

Gli esercenti arti e professioni sono ammes­si soltanto al credito per investimenti in beni strumentali «ordinari», cioè non inclusi negli allegati A e B (allegati L. 232/2016).

Sono esclusi i beni disciplinati dall’articolo 164, comma 1, Tuir, ossia veicoli e altri mezzi di trasporto, sia se utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa/di lavoro autono­mo sia se usati promiscuamente, i beni per i quali sono previsti coefficienti di ammor­tamento inferiori al 6,5%, i fabbricati e le costruzioni.

L’entità del bonus varia in funzione della tipo­logia dei beni acquisiti e dell’anno in cui si effettua l’investimento.

Il bonus non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap, non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusiva­mente in compensazione tramite modello F24 in tre quote annuali di pari importo (in un’u­nica soluzione per gli investimenti in beni ordinari effettuati nel periodo compreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 dicembre 2021); il credito non utilizzato in un anno può esse­re riportato in avanti e sommato alla quota dell’anno seguente.

L’articolo 1, comma 1062, stabilisce che le fatture e gli altri documenti relativi all’acqui­sizione dei beni agevolati devono contenere «l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058». Qualora i documen­ti non riportino l’indicazione prevista dalla norma, non è consentito fruire dell’agevo­lazione. È sempre possibile regolarizzare la documentazione annotando manualmente i dati mancanti.

 

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