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I contratti, sia nazionali sia internazionali, contengono sovente la clausola di forza maggiore, intesa quale causa di risoluzione del contratto ovvero di sospensione transitoria dello stesso.

In sintesi, la forza maggiore si identifica in genere in quegli eventi o circostanze, non imputabili ad alcuna delle parti e sopravvenuti alla stipula del contratto, tali da rendere impossibile o eccessivamente gravoso l’adempimento dello stesso. Verificatasi una di tali cause, viene previsto che il contratto subisca una sospensione o addirittura si risolva, a seconda che la sopravvenuta impossibilità della prestazione sia temporanea o, al contrario, definitiva.

In tale ottica, nella pratica assume grande attualità l’interrogativo su quale sia l’impatto sui vari contratti dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, ossia se le limitazioni imposte dagli interventi normativi dei vari Stati e degli ordinamenti sovranazionali, abbiano una qualche rilevanza sotto il profilo della forza maggiore.

La problematica è ovviamente di recente emersione e non vi sono ovviamente precedenti giurisprudenziali significativi.

In linea di principio, si può peraltro ipotizzare che dette limitazioni possano incidere sul regolamento contrattuale, senza peraltro poter ritenere che l’effetto risolutorio o sospensivo del contratto sia automatico.

In sostanza, sarà necessario verificare, caso per caso, se l’esigenza di osservare le limitazioni volte al contenimento dell’epidemia possa in qualche modo aver influito sull’esecuzione del contratto e se tale incidenza sia meramente transitoria o, al contrario, irrimediabile. Solo in tale ultima evenienza, si potrà invocare la risoluzione del contratto.

Un’applicazione specifica di tali generali principi è rinvenibile nell’ordinamento italiano: l’art. 91 DL 18/2020, convertito in legge con modifiche, al comma 6 bis dispone invero che “Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti”.

L’ordinamento italiano prevede quindi che il debitore inadempiente sia esonerato da responsabilità nel caso in cui dimostri di non aver potuto adempiere a causa delle misure c.d. “anti – covid 19”.

L’esonero peraltro non sarà automatico, atteso che graverà a carico della parte inadempiente dimostrare il collegamento tra le misure di contenimento e l’inadempimento.

clausola forza maggiore covid 19
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