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Gestione del COVID-19 e Solidarietà: un’esperienza distintiva

Un momento di crisi della capacità produttiva equivale spesso ad uno stress-test per l’organizzazione e la preparazione di un sistema aziendale, che dovrà mettere in gioco tutte le proprie energie per fronteggiare la situazione: tuttavia, la volontà di gestire il presente con occhio al futuro, cercando di far convergere ed incontrare interessi economici e sensibilizzazione del personale come squadra di persone e complesso di valori, sarà la chiave di volta per l’adozione di misure emergenziali efficaci, reali e futuribili.

Se l’Azienda, infatti, è una comunità a tutti gli effetti, composta da interessi diversi ma complementari, appunto quelli degli Imprenditori e quelli dei Dipendenti, il miglior connubio tra di essi discenderà proprio dalla capacità di generare un “patto sociale” tra “Impresa e Lavoratori”, all’interno del quale trovano residenza l’identità dei valori e la volontà di voler gestire efficacemente il presente e progettare assieme un futuro comune.

Ed ecco che anche se la diffusione pandemica ha comportato lo stallo della produzione così come la necessità di comprimere  il resto delle attività lavorative, è stato proprio il ricorso ad uno dei valori fondanti che ha consentito di trovare una soluzione per posporre o calmierare gli effetti dell’eventuale  ricorso agli ammortizzatori sociali in misura compatibile con la sostenibilità economica e finanziaria dell’Azienda.

La soluzione consta della creazione di un Fondo Aziendale nel quale confluiscono le donazioni, su base volontarie e gratuita, delle ferie ed i permessi arretrati, da parte del personale che dispone di “ferie  e permessi cedibili”. A tale meccanismo si è associato un’analoga iniziativa solidale dell’Azienda in misura proporzionale alle donazioni dei Dipendenti oltre che correlata alla previsione della cassa integrazione. Il Fondo è accessibile a quei lavoratori che si trovano nella condizione di non avere altra soluzione se  non il ricorso pieno o parziale agli ammortizzatori sociali, con evidenti ripercussioni sulle loro capacità reddituali. D’altro canto l’Azienda con la riduzione del monte arretrato può fronteggiare il peso del calo o del fermo della produzione recuperando gli oneri accantonati negli anni precedenti.

Lo sviluppo della soluzione si è reso possibile valorizzando lo spirito della normativa che trae origine su fattispecie diverse ma comunque centrate sullo stato di bisogno dei lavoratori: il riferimento è alle  norme di legge – il D.Lgs. 151/2015, cd. “Jobs Act” e la Contrattazione collettiva generale. A tale proposito l’auspicio è  che il Legislatore adotti politiche di incentivazione fiscali facilitanti, in una logica di welfare aziendale, diversa da quella assistenziale.

La  scelta è stata oggi possibile per la presenza di un monte ferie e permessi arretrati importanti: tuttavia, in futuro, non potrà che essere fonte di ispirazione per un ulteriore utilizzo, rispetto a quanto normativamente già previsto, di una vera e propria Banca delle ore solidali, ove il dipendente, potrà alimentarla destinandovi una quota parte delle prestazioni aggiuntive, fermo restando il rispetto delle normative vigenti.

 

Lavoro-Informa-PMI-Sergio-D
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