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Oggi approfondiamo la natura e il ruolo della polizza LTC (copertura assicurativa Long Term Care).

L’allungamento della vita obbliga infatti a considerare nuovi bisogni di protezione individuale e a valutare il rischio di non autosufficienza. Analizziamo di cosa si tratta, quali sono i livelli di sostegno messi in campo dallo Stato, il ruolo decisivo del privato e i benefici delle coperture assicurative LTC.

Sommario

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Cosa significa Protection

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Per le PMI? Soluzioni KEYMAN

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Non autosufficienza e polizza LTC

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Cosa prevedo lo Stato? Indennità di accompagnamento e RSA

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Come fare? Che cos'è polizza LTC?

 

Cosa significa Protection

 
anziani che si abbracciano

In Italia pochi soggetti sono pienamente consapevoli dei rischi e delle conseguenze economiche di una prematura scomparsa o di un imprevisto invalidante.

L’approccio a questo tema, protection per gli anglosassoni che lo considerano al pari di altri imprevisti (rischi finanziari, lavorativi, ecc.), è da noi del tipo “scaramantico-fatalista”.

Di certo si tratta di un argomento non tra i più piacevoli da affrontare ma per chi ha responsabilità, familiari o aziendali, va approfondito il prima possibile e non rimandato.

I dati sulle coperture assicurative delle soluzioni cosiddette “Temporanee caso morte” (TCM) indicano che nel nostro Paese 1 soggetto su 10 ha in corso una copertura individuale per tutelare la famiglia in caso di imprevisto grave.

Molto spesso si acquistano queste polizze per altre motivazioni, in abbinamento a mutui e prestiti che garantiscono però esclusivamente il debito residuo, in diminuzione anno dopo anno.

Una tutela a favore più per chi erogato il finanziamento (banca, credito al consumo, ecc.) che per il cliente assicurato e per i suoi cari.

Pochissimi, invece, pianificano anche questo aspetto che, oltre al fattore umano e affettivo, non quantificabile ovviamente, ha implicazioni economiche spesso rilevanti, soprattutto, in presenza di figli e in una situazione socioeconomica di scarsa offerta di lavoro e con redditi bassi: come da noi oggi.

“Per me, di 40 anni, lavoratore autonomo, coniugato con 2 figli piccoli, il rischio decesso è, fortunatamente, basso, ma non posso ignorarlo. Il 90% della popolazione maschile in Italia raggiunge i 65 anni. I risparmi messi da parte non sono sufficienti a sostenere l’attuale tenore di vita in caso di imprevisto, sia di premorienza sia invalidità grave, a mantenere il tenore di vita minimo e a finanziare il completamento degli studi dei bambi ed il successivo inserimento al lavoro”.

 

Per le PMI? Soluzione KEYMAN

 
manager coperture keyman

In ambito aziendale si sente spesso parlare di Keyman (uomo chiave) per identificare un soggetto il cui contributo professionale è fondamentale per lo sviluppo economico della stessa azienda.

Nello specifico, che egli sia il titolare, un tecnico specializzato, una figura commerciale, ecc., il venir meno dello stesso improvvisamente o il non poter più lavorare a causa di un imprevisto serio con conseguenze invalidanti, pone in essere interrogativi sulla continuità stessa dell’impresa.

Es: unico Responsabile dell’attività con l’estero che da solo genera da oltre 10 anni il 40% del fatturato complessivo.

Ancora poco diffuse e percepite in Italia per le ragioni suddette, sono le soluzioni assicurative Keyman a tutela della continuità aziendale, per soci in studi professionali e in contesti micro Imprese familiari.

Un appropriato studio delle esigenze su questo tema ha implicazioni e risvolti positivi anche in ambito di gestione e pianificazione patrimoniale e successoria.

Da noi in Italia, il risparmio è allocato fortemente sui conti correnti (circa 1.500 miliardi euro) per disporne in caso di imprevisti.

Questa abitudine fa perdere così enormi opportunità offerte oggi dalla consulenza finanziaria indipendente, senza vincoli di prodotto, e dai mercati finanziari e dalle soluzioni assicurative protection.

Disporre di somme assicurate annualmente disponibili in caso di imprevisti permette di effettuare scelte di investimento finanziarie migliori, più adeguate alle esigenze, perché in caso di eventi gravi i nostri cari, la società, i soci sono protetti.

“Ho 55 anni, un ottimo lavoro, buona capacità di risparmio e ho ereditato una buona somma di denaro dalla famiglia, della quale il 40% la tengo sempre su conto corrente oppure su strumenti facilmente liquidabili. Non ho grandi conoscenze finanziari e non conosco il significato del “trasferimento del rischio”. Con le pensioni basse che ci aspettano, userò il mio patrimonio per integrare il tenore di vita. Certo che se vivrò a lungo come oggi accade, nel caso di non in piena autonomia il patrimonio di famiglia dovrò usarlo tutto io…”

Il concetto alla base di queste soluzioni è quello del trasferimento di rischio: acquisto per 10-15 o 20 anni una somma importante (100 mila euro, 200 mila euro fino a 1 milione e più) con poche centinaia di euro da un assicuratore specializzato che pagherà ai beneficiari nel caso in cui si verifichi.

La tipologia di eventi imprevisti, l’entità economica e la situazione specifica, familiare o aziendale, vanno attentamente analizzate con il supporto di un broker specializzato e indipendente in grado di avere un approccio al tema libero da condizionamenti (compagnia, mandanti) e capace di individuare sui mercati internazionali strumenti più adeguati alle singole esigenze.

Non autosufficienza e polizza LTC

signore anziano protection assicurativa

Per protection si intende valutare anche altri ambiti nei paesi oltralpe, come quelli di non essere in grado di gestire le proprie attività quotidiane a causa di infortunio o malattie improvvise invalidanti oppure per invecchiamento e di patologie ad esso connesse.

Lo stato italiano è, ahimè, assente da queste problematiche che se non affrontate per tempo dal singolo soggetto possono generare problemi di non poco conto a figli-eredi e di sostentamento ed assistenza individuale.

Tra gli operatori specializzati, la più diffusa definizione di non autosufficienza è quella che riguarda le persone che, a causa di malattie croniche, dell’età o di altre limitazioni psico-fisiche, necessitano di assistenza in modo continuato.

In ogni caso, punto centrale della questione è l’incapacità di svolgere autonomamente alcune delle più elementari azioni quotidiane (ad esempio, camminare, vestirsi, alimentarsi, etc.) indipendentemente dalla causa scatenante, che può essere tanto un infortunio, una malattia quanto una condizione strettamente legata all’anzianità del singolo soggetto. 

Non per forza la condizione di non autosufficienza è legata all’età, ma è indubbio che il progressivo invecchiamento della popolazione rende il tema di estrema attualità, ancor di più nel caso dell’Italia, dove i dati indicano una speranza di vita a 65 anni (pari nel 2018) a 19,3 anni per gli uomini e le 22,4 per le donne che ci colloca tra i paesi più longevi al mondo. 

Vivere di più non significa sempre vivere meglio: secondo l’ultima indagine Istat sullo stato di salute degli anziani, il 76,3% della popolazione compresa nella fascia d’età̀ 65-74 anni e l’86,9% tra gli ultra 75enni ha dichiarato di essere affetto da 1-2 patologia cronica. 

Dati che descrivono gli impatti socioeconomici da noi dello stato di non autosufficienza: la spesa pubblica attuale per la LTC è stimabile in una cifra pari a circa l’1,7% del PIL.

Ciò detto, secondo le stime previsionali della Ragioneria Generale dello Stato, la spesa complessiva per non autosufficienza potrà cresce e pesare, tra 30-40 anni – a seconda degli scenari, intorno al 3% del PIL superando 10 miliardi di euro. 

 

Cosa prevede lo stato? Indennità di accompagnamento e RSA

 
gap di protezione dai rischi

Premessa indispensabile è che, quando si parla di non autosufficienza, il fine di tutti gli interventi sanitari e socio-assistenziali non è normalmente la guarigione, spesso impossibile ma il mantenimento della migliore condizione possibile di salute e di benessere psico-fisico del paziente, considerandone i bisogni globali e contesto di riferimento (realtà familiare, etc).

In quest’ottica, al momento, lo stato italiano interviene a sostegno delle persone non autosufficienti con diverse tipologie e livelli di sostegno che, di fatto, coinvolgono tanto le amministrazioni centrali quanto gli enti locali. In particolare, si ricordano le RSA gestite dalle regioni che, purtroppo, ad oggi non possono garantire a tutti i soggetti un accesso assicurato e supporto adeguato.

Molte famiglie di italiani sono così costrette a ricorrere a case di riposo ed assistenza private, con servizi spesso molto onerosi (1.500/3.000 euro al mese), superiori ai livelli medi delle pensioni dei singoli soggetti (Gap economico).

Chi ha figli con redditi medio alti è in grado di far fronte a queste condizioni e colmare il Gap suddetto. Altri possono ricorrere a patrimonio finanziario accumulato, ma la stragrande maggioranza resta fortemente scoperto e vulnerabile ad un’età avanzata e critica.

 

Come fare? Che cosa sono le polizze LTC?

 
anziana in casa di riposo polizza LTC

La Long Term Care o polizza LTC è un’assicurazione privata che copre i costi generatisi dall’impossibilità di poter svolgere in autonomia le normali funzioni della vita quotidiana: azioni semplici come muoversi, lavarsi e mangiare, tipico e normale nello stato dell’autosufficienza, che viene meno a causa di grave malattia o infortunio, ma anche a senescenza.

Tale polizza va quindi valutata e acquistata per proteggersi dal rischio di non autosufficienza non in un’età avanzata (a 65 anni), quando risulta ormai difficile aumentare il reddito personale ed il costo diventa molto elevato.

Una fase della vita dove, invece, in caso di bisogno, risulta particolarmente utile disporre di una somma di denaro per pagare una badante a ore oppure un operatore socio-sanitario professionale, la retta di una casa di cura o per avere la necessaria assistenza.

Come funziona la polizza LTC?

Sottoscrivendo la polizza LTC, ottieni il diritto al versamento di una rendita periodica quando si verifica la non autosufficienza. Es: 500, 1.000, 1.500 euro al mese.

L’importo mensile può essere prestabilito in modo forfettario o può variare in base al grado di autosufficienza.

In alternativa alla rendita, alcune polizze possono prevedere di riconoscere:

  •  il pagamento di un capitale una tantum
  •  il rimborso delle spese di assistenza ricevute
  •  un’assistenza diretta presso istituti di cura convenzionati con l’impresa

 

Le polizze LTC possono essere:

  •  temporanee: il diritto alla rendita si ottiene soltanto nell’eventualità in cui la perdita di autosufficienza insorga durante il periodo di validità del contratto;
  •  a vita intera: la rendita si ottiene al momento della perdita di autosufficienza, a prescindere da quando ciò si verifichi e per tutta la vita dell’assicurato.

Il premio è versato periodicamente e può essere annuo o mensile.

Nella polizza LTC a vita intera il contraente assicurato è tenuto a versare i premi fino ad una certa età (ad esempio fino a 70 anni), ma la rendita è prevista per tutta la durata della sua vita, dal momento del verificarsi dello stato di non autosufficienza.

Di norma sono assicurabili soggetti fino a 65 anni di età ed è ideale stipulare queste soluzioni con largo anticipo, prima cioè dei 40-45 anni d’età.

Per maggiori informazioni sulla polizza LTC e sui servizi assicurativi professionali ti invito a contattarmi scrivendo a d.morosi@informapmi.it

 
famiglia- coperture long term care
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